Influenza ‘A’
L’influenza ‘A’, comunemente definita ‘influenza suina’, è un’infezione virale acuta dell’apparato respiratorio causata da un ceppo virale H1N1 che si trasmette dai maiali (per lo più quelli da quelli di allevamento) all’uomo e che, una volta arrivato nell’organismo umano, muta e si trasmette per via aerea.
L’Organizzazione Mondiale della Sanità parla di un virus potenzialmente pandemico che, però, si può tenere sotto controllo.
I sintomi sono quelli di una classica influenza: febbre alta, tosse, emicrania, nausea, diarrea e vomito, stanchezza e inappetenza.
L’influenza suina non si trasmette mangiando la carne di maiale ma solo attraverso il contatto tra animale infetto e uomo e tra persona e persona.
Gli esperti consigliano di evitare contatti ravvicinati con le persone malate, di lavare accuratamente le mani e di limitare il contatto delle mani sporche con occhi, bocca e naso.
Come nasce
L’influenza ‘A’ è partita da un remoto borgo agricolo in Messico.
A La Gloria, paesello di poche anime, battezzato “il più grande allevamento suino del mondo” nel mese di febbraio Edgar Hernandez di 4 anni si ammala.
I sintomi sembrano quelli di una banale influenza: febbre alta, tosse, nausea e mal di testa. Lui guarisce ma gli esperti ritengono di poter, con ragionevole certezza, classificare lui come primo essere umano contagiato dal virus della febbre suina.
La paziente zero, cioè la prima vittima della malattia, è invece Adele Maria Cruz, morta il 13 aprile. Dal piccolo Edgar, in poche settimane il virus è passato di persona in persona, mietendo centinaia di vittime in Messico e superando confini e frontiere fino ad arrivare negli Stati Uniti e poi nel Vecchio Continente e oltre.
Cosa fare
Il Ministero del Welfare ha chiesto ai cittadini italiani di non recarsi nelle zone più a rischio (Messico e Stati Uniti) e il Ministero della Salute ha attivato il numero verde 1500 per offrire informazioni ai cittadini. E’ al lavoro anche la rete di controllo Influnet, in collaborazione con l’Istituto Superiore di Sanità e le altre strutture per la sorveglianza del virus sul territorio, per segnalare in tempo reale i casi di influenza sospetti.