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Oncologia
Esami

Pap-Test

Introduzione - Che cos'è il Pap-Test?  - Perché è importante fare il Pap-Test? - Con che frequenza bisogna effettuare il Pap-Test? - Come prepararsi al Pap-Test? - Come si fa il Pap-Test? - Fare il Pap-Test è doloroso? - Fare il Pap-Test comporta dei rischi? - Quali sono i possibili risultati del Pap-Test? - Cosa può interferire con il risultato del Pap-Test? - Cosa bisogna fare in caso di Pap-Test anomalo? - Che cosa sono un falso-positivo ed un falso-negativo al Pap-Test? - Esistono dei metodi superiori al Pap-Test per lo screening del cancro del collo dell'utero?

Introduzione

Il Pap-Test è il più valido test di screening attualmente disponibile per il cancro del collo dell'utero.

Introdotto nella pratica clinica all'inizio degli anni '50 dal Dott. George Papanicolau, cui deve il suo nome, il Pap-Test permette infatti di identificare con una notevole affidabilità anomalie cellulari precoci potenzialmente in grado di evolvere in un cancro del collo dell'utero.

Ogni donna di età superiore ai 25 anni dovrebbe sottoporsi con regolarità ad un esame ginecologico e ad un Pap-Test. Questi controlli dovrebbero essere effettuati anche dopo la menopausa, cioè fino ai 65 anni circa.

La frequenza con la quale effettuare il Pap-Test può essere modificata, su base individuale, a giudizio del proprio ginecologo, in base all'età e a specifici fattori di rischio per il cancro del collo dell'utero.

Che cos'è il Pap-Test?

Il Pap-Test consiste nel prelevare mediante un'apposita spazzola (cytobrush) una piccola quantità di cellule provenienti dalla superficie del collo dell'utero. Queste cellule vengono quindi strisciate su di un vetrino trasparente (Pap-Test tradizionale) o diluite in un liquido fissativo (Thin-Prep) ed inviate ad un laboratorio per l'analisi al microscopio.

L'analisi al microscopio del campione consente di rivelare la presenza di cellule suggestive di un'infezione, di una lesione precancerosa o di cancro.

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Perché è importante fare il Pap-Test?

Il Pap-Test può salvare la vita. L'analisi al microscopio delle cellule del collo dell'utero permette infatti di identificare la presenza di anomalie cellulari suggestive di cancro o di lesioni 'precancerose' cioè capaci di evolvere in un lasso di tempo più o meno lungo in cancro.

Il cancro del collo dell'utero ha degli stadi di progressione ben definiti, e le possibilità di trattamento e di guarigione sono molto più alte quando questo viene scoperto in un epoca precoce, cioè prima che si sia diffuso dal collo dell'utero ad altre parti del corpo.

Con che frequenza bisogna effettuare il Pap-Test?

Secondo le linee guida europee e nazionali, tutte le donne di età compresa fra i 25 ed i 64 anni dovrebbero effettuare una visita ginecologica ed un Pap-Test con cadenza triennale (una cadenza più stretta, es. annuale o biennale, non induce sostanziali miglioramenti di efficacia, a fronte di un sensibilissimo aumento dei costi).

In pazienti con uno o più dei seguenti fattori di rischio per il cancro del collo dell'utero, tuttavia, il ginecologo può ritenere necessario che tali controlli vengano effettuati con una cadenza diversa:

  • Infezione da virus dell'immunodeficienza acquisita (HIV). Donne con infezione da HIV hanno un rischio più elevato di sviluppare lesioni precancerose e cancro del collo dell'utero. In queste donne è pertanto necessario che il Pap-Test venga effettuato due volte l'anno, durante il primo anno dalla diagnosi di infezione da HIV e successivamente, ogni anno.
  • Precedente trattamento per lesioni precancerose o per cancro del collo dell'utero. Tutte le donne che hanno avuto una diagnosi di cellule anormali a livello del collo dell'utero sono a rischio di persistenza della lesione e di recidiva. Pertanto, queste donne devono effettuare il Pap-Test con cadenza più breve, a giudizio del medico responsabile dei centri di 2° livello.
  • Alterazione del sistema immunitario (chemioterapia, terapie con cortisonici). Donne sottoposte a chemioterapia o che assumono farmaci a base di cortisone hanno un rischio maggiore rispetto a donne sane di avere cellule anomale al Pap-Test e di sviluppare un cancro del collo dell'utero, in quanto il loro sistema immunitario, temporaneamente deficitario, non è in grado di combattere contro le cellule anormali. In queste donne il Pap-Test dovrebbe essere effettuato con cadenza annuale ed ogni anomalia riscontrata dovrebbe essere tempestivamente valutata con la colposcopia e trattata.

Tutte le donne che hanno uno o più fattori di rischio per lo sviluppo di cellule anormali a livello del collo dell'utero (displasia), dovrebbero comunque discutere del proprio rischio con il ginecologo e con lui stabilire con che frequenza effettuare i successivi controlli.

Donne che non hanno l'utero

L'isterectomia è un intervento chirurgico che consiste nell'asportazione dell'utero ed in genere anche del collo dell'utero (isterectomia totale semplice). In alcuni casi, tuttavia, il chirurgo può decidere di eseguire un intervento noto come 'isterectomia sopracervicale', che consiste nel rimuovere l'utero risparmiando la sua porzione inferiore, cioè il collo, che resta pertanto intatto, nella sua sede.

Donne che non hanno il collo dell'utero

Sono necessari controlli regolari (Pap-Test e visita ginecologica) per la valutazione di eventuali lesioni vaginali. Queste donne non rientrano nel programma di screening.

Donne che hanno il collo dell'utero

Pap-Test con cadenza regolare sono necessari anche se la donna non ha più l'utero. Queste donne rientrano nel programma di screening con cadenza triennale.

Come prepararsi al Pap-Test?

Non usare lavande, ovuli, creme vaginali, né tamponi nelle 48 ore precedenti il Pap-Test. Sarebbe preferibile inoltre evitare rapporti sessuali in questo lasso di tempo. Sia il traumatismo legato all'atto sessuale che l'uso di sostanze intravaginali possono infatti variamente rimuovere, alterare o mascherare le cellule della superficie del collo dell'utero.

E' necessario effettuare il Pap-Test in un periodo del ciclo in cui non vi siano mestruazioniperdite ematiche, in quanto la presenza di sangue potrebbe interferire con i risultati del test. Il momento migliore per effettuare il prelievo è infatti nella fase precoce del ciclo mestruale, cioè a 10-20 giorni dalla comparsa della mestruazione.

Il ginecologo interrogherà la paziente circa la frequenza con la quale ella ha effettuato i controlli precedenti, la data dell'ultimo Pap-Test e l'eventuale presenza di precedenti Pap-Test risultati anormali. E' sempre utile pertanto che la paziente esibisca i referti dei precedenti Pap-Test.

Come si fa il Pap-Test?

In primo luogo è necessario che la paziente svuoti la vescica, che tolga tutti gli abiti al di sotto del punto vita e che si distenda sul lettino ginecologico appoggiando la schiena e posizionando i piedi negli appositi supporti metallici. Questa posizione è necessaria affinché il ginecologo possa esaminare la vagina e l'area genitale.

A questo punto, egli introdurrà uno strumento in vagina chiamato speculum, allo scopo di allontanare fra loro le pareti vaginali e di consentire così la visualizzazione dell'interno della vagina e del collo dell'utero.

Il prelievo di cellule verrà effettuato mediante l'utilizzo di un'apposita spazzola e di una piccola spatola di legno. E' necessario che vengano raccolte sia le cellule provenienti dalla parte visibile del collo dell'utero che dal canale attraverso il quale l'utero si apre in vagina (canale endocervicale). Nelle donne che non hanno l'utero, saranno prelevate invece solo cellule vaginali.

Queste cellule verranno quindi strisciate su di un vetrino trasparente (Pap-Test tradizionale) o diluite in un liquido fissativo (Thin-Prep) ed inviate ad un laboratorio per l'analisi al microscopio.

 



Fare il Pap-Test è doloroso?

Il Pap-Test è un esame semplice e non doloroso, la cui esecuzione richiede solo pochi minuti.

E' possibile che la paziente avverta una sensazione di fastidio all'introduzione dello speculum, specialmente nel caso in cui la vagina sia irritata, scarsamente lubrificata o stretta. Una lieve sensazione di pressione o di pizzichio può invece comparire quando viene effettuata la raccolta del campione cellulare.

Queste sensazioni spiacevoli possono comunque essere minimizzate, se non abolite del tutto, se la paziente si rilassa, respirando profondamente durante l'esecuzione del test. Trattenere il fiato, agitarsi, o contrarre i muscoli dell'interno coscia è del tutto controproducente in quanto, non solo dilata i tempi necessari all'esecuzione del prelievo, ma lo rende anche più doloroso.

E' possibile che dopo il Pap-Test la paziente abbia delle piccole perdite di sangue: può essere utile pertanto indossare un assorbente igienico od una garzina sterile per proteggere gli abiti.

Fare il Pap-Test comporta dei rischi?

Il Pap-Test non comporta alcun rischio diretto per la salute della donna.

Quali sono i possibili risultati del Pap-Test?

Il risultato del Pap-Test è generalmente disponibile entro massimo 2 settimane dall'esecuzione del prelievo.

I risultati del Pap-Test possono essere espressi in modi differenti a seconda del sistema di classificazione adottato dal laboratorio cha ha analizzato il campione cellulare prelevato. Attualmente, il metodo di classificazione di Bethesda è quello più utilizzato. Esso fornisce informazioni sia circa la qualità del campione esaminato (adeguato/non adeguato) che circa gli eventuali tipi di modificazioni cellulari osservate.

  • Pap-Test inadeguato (non conclusivo)
    Il campione di cellule prelevato dal collo dell'utero non è adeguato (non c'è una quantità sufficiente di cellule e/o esse sono qualitativamente incomplete)
  • Pap-Test adeguato (conclusivo)
    - normale
    Il campione di cellule prelevato dal collo dell'utero è adeguato (sia quantitativamente che qualitativamente) e non vi sono cellule anomale.
    - anomalo
    Il campione cellulare presenta cellule anomale (cellule cancerose o precancerose)

Cosa può interferire con il risultato del Pap-Test?

  • Errori tecnici nell'esecuzione del test, quali una non immediata fissazione delle cellule su vetrino, possono causare un prosciugamento delle cellule e quindi interferire con i risultati del test.
  • La presenza di sangue sul vetrino può interferire con l'esame delle cellule cervicali e quindi con il risultato del test.
  • Un'infezione vaginale può alterare i risultati del Pap-Test.
  • Un Pap-Test effettuato a meno di 48 ore dall'uso di lavande, di lubrificanti o di farmaci per uso vaginale può produrre risultati inaccurati in quanto questi prodotti possono mascherare o asportare le cellule della superficie del collo dell'utero.
  • Il Pap-Test può dare un risultato falsamente negativo nel caso in cui il prelievo di cellule sia quantitativamente (le cellule prelevate sono numericamente esigue) o qualitativamente (le cellule prelevate non provengono dalla zona nella quale è presente la lesione) inadeguato.

Cosa bisogna fare in caso di Pap-Test anomalo?

La prima regola da osservare è non allarmarsi in presenza di un Pap-Test anormale, ma piuttosto, discutere serenamente circa il significato del risultato con il proprio ginecologo.

Ciò ricordando che:

  • Il Pap-Test è un test di screening per il cancro del collo dell'utero e non un test diagnostico. Questo significa che, effettuato su larga scala, esso serve a selezionare nell'ambito della popolazione generale un sottogruppo di persone a rischio di sviluppare lesioni precancerose e cancro, ma che non può in alcun modo fare diagnosi di cancro. Altri esami, quali la colposcopia e la biopsia, sono necessari a fare diagnosi di cancro.
  • L'accuratezza del Pap-Test non è del 100%, il che equivale a dire che il Pap-Test non ha sempre ragione. Un Pap-test normale non esclude infatti la presenza di una lesione precancerosa o di un cancro del collo dell'utero e, viceversa, un Pap-test anormale non è assolutamente sufficiente a fare diagnosi di cancro del collo dell'utero.
  • Le cellule prelevate dal collo dell'utero possono essere anormali, ma ciò non significa che tu abbia un cancro. Non tutte le cellule anomale si trasformano in cancro, anzi, oltre la metà delle anomalie minori evidenziabili al Pap-test possono scomparire spontaneamente senza alcun trattamento.

In presenza di un Pap-Test anormale per la presenza di un'infezione, può essere necessaria semplicemente l'esecuzione di una terapia specifica. Un Pap-Test anormale per la presenza di cellule anomale richiede la ripetizione del test e l'esecuzione di una colposcopia ed eventualmente di una biopsia mirata.

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Che cosa sono un falso-positivo ed un falso-negativo al Pap-Test?

L'accuratezza del Pap-Test non è del 100%, il che equivale a dire che il Pap-Test non ha sempre ragione. Talvolta il ginecologo parla infatti di risultati falsi positivi e falsi negativi, che confondono ulteriormente la paziente.

Ma che cosa significano questi termini?

Un falso positivo al Pap-Test si verifica quando ad una donna vengono riscontrate cellule anormali allo striscio che invece risultano normali negli esami successivi (Colposcopia e biopsia).

Un falso negativo al Pap-Test significa, al contrario, che il Pap-Test ha rivelato esclusivamente cellule normali, mentre controlli successivi (ripetizione del Pap-Test, colposcopia) hanno evidenziato la presenza di cellule anomale. Questo significa che potrebbe esserci un problema e che è pertanto necessario effettuare ulteriori esami (Colposcopia e biopsia).

Numerosi sono i fattori che possono intereferire con i risultati del Pap-Test. Ecco perché è necessario che tutte le donne si sottopongano a regolari visite ginecologiche e Pap-Test. Effettuare controlli regolari aumenta le probabilità che qualsiasi tipo di problema venga evidenziato in tempo.

Dal momento che le lesioni precancerose hanno un tempo potenziale di trasformazione in cancro di circa 7-10 anni, la cadenza triennale, rigorosa del Pap-Test è sufficiente a proteggere le donne dalla trasformazione in cancro.

Il maggiore fattore di rischio per il cancro del collo dell'utero è, senza dubbio, il non avere effettuato mai il Pap-Test.

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Esistono dei metodi superiori al Pap-Test per lo screening del cancro del collo dell'utero?

Il Pap-Test rappresenta la metodica più valida, fra quelle attualmente disponibili, per lo screening del cancro del collo dell'utero. Recentemente, sono state proposte alcune modifiche allo scopo di migliorarne l'accuratezza.

In alcuni centri, è infatti oggi disponibile - seppure ad un costo maggiore - il 'Thin-Prep Pap-Test', che, in virtù di un'innovativa metodica di fissazione delle cellule raccolte sul vetrino, garantisce un più agevole riconoscimento di eventuali cellule anormali.

Alcuni centri hanno inoltre adottato dei sistemi computerizzati (Pap-NET) per il riconoscimento delle cellule anormale al microscopio, sebbene anche in questo caso si tratti di metodiche più costose, non applicabili su larga scala e la cui superiorità rispetto al Pap-Test deve essere ancora dimostrata.

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Data pubblicazione mer, 05 feb 2014
Data ultima modifica gio, 10 apr 2014
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